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Enola: il gay pride continua anche in casa editrice
ENOLA:
ha cominciato bene la nuova editrice dedicata a temi omosessuali,
creatura di Alberto Castelvecchi (che quando ci si mette fa centro,
ma non sempre ci si mette) e di Antonio Veneziani, direttore editoriale
con un gruppo di collaboratori da Reim a Golinelli, da Aldo Rosselli,
a Gregorini, a Lolini, non certo come ghetto ma «ponte, territorio
di interscambio, banco di prova delle cultura di tutti». Enola non
è l'unica nel genere, ci sono alcune sigle benèmerite, «Il dito
e la luna», la Massari, Zoe e altre, nonché una vasta produzione
di e su argomenti gay. Enola però si presenta con un progetto articolato
in ben sette punti programmatici (che si svilupperanno da adesso
ai prossimi due anni), ciascuno impegnativo: cinque collane, classici
dell'omosessualità, scrittori viventi italiani e non, saggistica,
arte, fumetti; una rivista (non in concorrenza cm le già esistenti,
prima, tra tutte «Babilonia»); convegni. E le tre prime uscite tutte
di buonissimo livello già ne indicano le linee forti. Apripista
«Diritti omosessuali» di Ezio Menzione, guida pratica, istruzioni
per l'uso secche, essenziali, chiare con presentazione di Stefano
Rodotà. Contemporanea il primo dei classici, il Whitman di «Calamus»,
quella cinquantina di poesie, struggenti, canti dell'anima più che
del corpo che il poeta americano aveva in un primo tempo inserito
in «Foglie d'erba» e poi espunto forse per timore forse
per pudore o corretto in senso eterosessuale: prima versione originaria
del 1855 a cura di Marina Tornagli. Infine i trenta, tutti brevi,
alcuni fulminei, racconti omosessuali (una parte scritti da non
omosessuali) di «Ragazzi al
bar» scelti da Veneziani per la sua collana di narrativa. Un incontro
consigliabile a lettori di qualsiasi «fede»: per due motivi, che
poi sono uno solo: la «grazia» delle storie, anche le più aggressive,
anche quando l'amore «sembra» violenza, raccontate, almeno in alcuni
casi, con notevole forza narrativa, né c'è da stupirsi quando gli
autori sono Sergio Astrologo, Giuseppe
Conte, Giancarlo De Cataldo, Renzo Paris, e poi Golinelli, la Guglielmi,
Parente, Paterlini, Antonio Tarantino, niente narcisismi, niente
provocazione, un bisogno d'amore, un'offerta d'amore di centocinquanta
pagine. La previsione è di una ventina di titoli quest'anno, 24-25
nel 2001. Per l'autunno una storia di San Francisco, il come e il
perché la bellissima e dolente città americana è una sorta di patria
gay raccontata da Alessandro Clericuzio; il «Diario serbo», di Boris
Davidovich, la guerra che ha smembrato la Jugoslavia in romanzo
e con l'occhio omosessuale; «Ernesto e gli altri», un viaggio letterario
di Claudio Gargano da Settembrini a Tondelli. Intanto il gruppo
prepara il primo dei convegni sul tema più dirompente di questi
giorni e di sempre: «Chiesa e omosessualità». «Sarà un lungo lavoro,
dovremo prepararci a fondo, con il massimo rigore», dice Veneziani.
Mirella
Appiotti
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