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Sergio Astrologo
GLI OCCHI COLORE DEL TEMPO
Marietti,
202 pagine, 26.000 lire
L'ostinazione
con cui il piccolo Enrico Villa, sbeffeggiato dai coetanei perché
è ebreo, si mette a correre nei campi a piedi scalzi per diventare
un guerriero di Dio, fortissimo e invincibile, ricorda Italo Calvino
e il suo "Barone rampante", salito su un albero per dispetto
e poi rimasto Il una vita intera. Cocciutaggine, voglia di rivincita.
e un dialogo da pari a pari con la divinità tutto interno alla cultura
ebraica, ne fanno un personaggio irresistibile, come se ne trovano
raramente nel panorama italiano. Nato all'Asmara nel 1940, Sergio
Astrologo ambienta "Gli occhi colore dei tempo" in una
Torino che ribalta tutti i luoghi comuni, popolata com'è di maghi,
rabbini, librai anarchici, vergini contadine cedute dai genitori
per saldare i debiti. L'epoca va dal 1871 fino agli anni 40, quando
ritroviamo Enrico Villa, ormai anziano e straricco, in un letto
d'ospedale dove ancora rimugina le sue fantasie di rivalsa. E' proprio
la passione per le invettive. per i ragionamenti che spaccano il
capello in quattro, e soprattutto per le donne, ad avvicinare l'eroe
dei romanzo ai personaggi della tradizione letteraria ebraica, da
lsaac Bashevis Singer a Philip Roth.
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